Lebenswelt con Mario Genco │Un pesce è un nome; il pesce bestino è il Diavolo

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La Lebenswelt di V.S.Gaudio con il "Nuovo Trattato Generale dei Pesci e dei Cristiani" di Mario Genco: online su "Uh Magazine"

Chi mi ama...mette queste mutande rosse▐ La posa del caffè e la psicanalisi 42

V.S. Gaudio feat. Paul WatzlawickChi mi ama ha queste mutande di questo rosso sotto la maglia grigia?
Essere amati è sempre qualcosa di misterioso. Paul Watzlawick: e non è consigliabile voler sapere troppo. Nel miglior dei casi l’altro non sa dirvi nulla; nel peggior dei casi presenta come motivo ciò che non avete mai considerato come la vostra più affascinante qualità; per esempio: io amo Camille per le sue mutande, e anche per la pelle del suo culo. L’amore umano è una cosa misteriosa su cui si innalzano alcune delle più famose creazioni della letteratura universale, non tenendo conto delle canzoni. A Camille, o forse era sua cugina quella volta, una volta dissi questa frase di Rousseau scritta a Madame d’Houdetot: “Se Voi sarete mia, io vi perderò- perché vi possiederei, proprio voi, colei che io stimo”[i]. Lei la lesse due volte, ovvero: me la fece ripetere. Ciò che Rousseau sembra voler dire è questo. Chi mi si dona, proprio per questo, non merita più il mio amore. La cugina di Camille cominciò a singhiozzare, per il ridere, anche perché non era di quel famoso paese dell’Europa meridionale in cui è diffusa questa concezione: l’innamorato, convinto della propria passione, stringe d’assedio l’amata finché questa non gli si concede; appena la donna si è lasciata conquistare, viene da lui disprezzata, perché una donna onorata non avrebbe fatto “questo”. E poi, questo mi disse la cugina di Camille: pensi che una donna a cui tu dici questo, ti mostrerebbe il culo con queste mutande di questo color rosso plutonico ? E le risposi: “E’ necessario che ci si ritenga immeritevoli di amore.”
E lei: “Perché chi ama qualcuno che non merita amore ha qualcosa che non funziona nella sua vita interiore? E mette queste mutande rosse?”
“Un difetto caratteriale, che può essere dovuto a una pulsione, può essere alla base di un’attrazione irresistibile e morbosa per ciò che non è necessariamente abietto, ma l’amore verso una persona che indossa mutande del genere è come innamorarsi di una persona che in qualche modo ha già un nodo amministrativo e civile o forse, per mettere queste mutande, vive da tutt’altra parte, per esempio a Toronto e tu vorresti prenderla così a Taranto, è questo il gaudio, un modo di fottere come se si viaggiasse fiduciosi e lieti, senza mai arrivare, e inoltre ci si risparmierà il disinganno nel dover constatare che l’altro è eventualmente del tutto disponibile a iniziare una relazione- come la cugina di Camille del resto: cosa questa che le farebbe perdere subito ogni attrattiva. A meno che, una volta a Taranto, si ritorni nel XX secolo e con queste mutande in un vagone letto per Milano, nella lunga notte, vi dica:”Ti amo, perché mi sono messe queste mutande, con questo colore sento di essermi fedele, proprio per questo, pur essendo maritata, questa notte queste mutande non me le farò togliere, e mi amerai  perché amerai innanzitutto te stesso per via delle mutande rosse e della pelle del mio culo”. Il se stesso che voi amate è, a dar retta a Leopold Szondi[ii], anche sulla linea o sul meridiano del masochismo, o del sadomasochismo, che, quando sublima, sembra umanesimo di Stato: chi la ama per via di queste mutande rosse ha il feticismo che non va, e quando ha pensieri morbosi, e non è nella passeggiata di mezzogiorno ma in quella del crepuscolo civile, tira la sua pulsione “s”, quella dell’erotismo sadico, tra bisogno di aggressività e di ratto:a vederlo camminare è umile e sicuro di sé, vorrebbe che venisse giù da quel balcone e far dono di sé con quelle mutande rosse di Camille o di sua cugina, proprio per questo, tra civilizzazione e tecnica, nessuno dei due è del tutto disponibile a iniziare una relazione che non sia quella di amarsi per queste mutande rosse che lei aveva oggi e ieri a guardarla con quella maglia grigia.




[i] Cfr.Paul Watzlawick, Chi mi ama ha qualcosa che non va, in: Idem, Istruzioni per rendersi infelici, trad.it. Feltrinelli, Milano 1984.
[ii] Cfr.Leopold Szondi, La teoria pulsionale, in: Idem, Introduzione all’analisi del destino,trad.it,  Casa editrice Astrolabio,Roma 1975.